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Comitato di Liberazione Nazionale Alta Italia
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Il governo italiano riconosce il CLNAI

«Il Governo italiano riconosce il Comitato di liberazione nazionale Alta Italia (CLNAI) quale organo dei partiti antifascisti nel territorio occupato dal nemico. Il governo italiano delega il CLNAI a rappresentarlo nella lotta che i patrioti hanno impegnato contro i fascisti e i tedeschi nell'Italia non ancora liberata. Il CLNAI accetta di agire a tal fine come delegato dal governo italiano il quale è riconosciuto dai governi alleati come successore del governo che firmò le condizioni di armistizio ed è la sola autorità legittima in quella parte d'Italia che è già stata o sarà in seguito restituita al governo italiano dal governo militare alleato.»
— 26 dicembre 1944 - accordo bilaterale fra il governo italiano e il CLNAIcite-ref-a-1-0[1]

Il mwcaComitato di Liberazione Nazionale Alta Italia, abbreviato comunemente in mwcqCLNAI o mwcgCLN Alta Italia, fu un'organizzazione politico-militare mwcwitaliana costituitasi nel febbraio 1944 a mwdaMilano con lo scopo di opporsi al mwdqfascismo e all'mwdginvasione tedesca dell'Italia nei mesi susseguenti all'mwdwarmistizio dell'8 settembre e di controllare e coordinare le numerose brigate che avrebbero acquisito crescente potere, con il progressivo sfaldarsi del controllo nazifascista sul territorio del nord Italia, culminato con il 25 aprile ed il passaggio definitivo della potestà. Il CLNAI costituiva inizialmente la semplice "costola" milanese del mweaComitato di Liberazione Nazionale (CLN), il cui raggio d'azione si estese però successivamente a comprendere tutta l'mweqItalia settentrionale, coordinando i vari comitati regionali di liberazione dell'Italia settentrionale (ossia di quella parte dell'Italia ancora sotto l'occupazione tedesca, delimitata dalla c.d. mwegLinea Gotica).

Del CLNAI facevano parte tutti i movimenti mwfaantifascisti e di mwfqresistenza italiani, dai mwfgcomunisti ai mwfwsocialisti, dai mwgaliberali ai mwgqdemocristiani e ai membri del mwggPartito d'Azione.

Contents

Storia
Note

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Storia

Fondazione

Il CLNAI venne fondato ufficialmente il 7 febbraio 1944 a Milano,cite-ref-insmli-2-0[2] in seguito all'autorizzazione pervenuta dalla sede centrale del CLN (a Roma) alla fine di gennaio dello stesso anno.

Era però fin dalla mwkqprimavera del 1943 che a mwkgMilano era attivo un comitato di opposizione al mwkwFascismo costituito da rappresentanti di cinque partiti mwlaantifascisti; in seguito all'armistizio dell'8 settembre e alla costituzione del CLN il giorno successivo, tale gruppo di opposizione si trasformò immediatamente nel CLN milanese.cite-ref-dizionario-3-0[3]

Facevano parte del CLNAI, in questa prima fase della sua esistenza: per il mwmgPartito Liberale Italiano (PLI) mwmwGiustino Arpesani e Luigi Casagrande; per il mwnqPartito Socialista Italiano di Unità Proletaria (PSIUP) mwngRoberto Veratti e mwnwDomenico Viotto; per il mwoaPartito d'Azione (Pd'A) mwoqFerruccio Parri e mwogVittorio Albasini Scrosati; per il mwowPartito Comunista Italiano (PCI) mwpaGirolamo Li Causi e mwpqGiuseppe Dozza; per la mwpgDemocrazia Cristiana Enrico Casò ed mwqaEnrico Falck. La presidenza del CLNAI andò invece ad mwqqAlfredo Pizzoni, figura politicamente indipendente e ben vista dagli anglo-americani, grazie alla conoscenza della lingua inglese e l'ampia esperienza politica e militare.

In questa fase il CLNAI era diviso in 2 Sezioni: il Comitato Finanziario, incaricato del reperimento dei fondi necessari per le attività resistenziali, e il Comitato Militare, con compiti di coordinamento della lotta armata attraverso il mwqwCorpo volontari della libertà (CVL).

Attività di governo

Fin dalla sua fondazione, la sezione milanese del CLN apparve intenzionata ad assumere su di sé un ruolo di direzione e coordinamento della mwrglotta armata del nord Italia. Tuttavia, la prima Sezione del CLN che svolse effettivamente compiti direttivi nella lotta di liberazione fu quella di Torino, forte di una maggiore anzianità operativa (aveva iniziato le operazioni nel 1942); sotto la direzione del generale Raffaello Operti, però, la sezione torinese era sprofondata in una situazione di sostanziale inattività che aveva spinto molti suoi componenti verso la sezione milanese, più attiva e che aveva esteso il suo coordinamento fino a Firenze.cite-ref-dizionario-3-1[3] In seguito alla sua fondazione, avvenuta come detto il 7 febbraio 1944, il CLN di Milano divenne CLNAI e ricevette l'investitura da mwtaRoma di "governo straordinario del Nord", in rappresentanza del mwtqgoverno italianocite-ref-a-1-1[1].

Fin dai suoi primi mesi di vita il CLNAI non assunse quindi solo un ruolo di coordinamento logistico e militare della guerra partigiana, che secondo attendibili calcoli alla fine di febbraio aveva raggiunto le 100.000 unitàcite-ref-a-1-2[1], ma - in quanto governo straordinario - svolse anche un'attività di mwxaproduzione legislativa con l'obiettivo di porsi in contrapposizione all'attività amministrativa della mwxqRepubblica Sociale. Esempi di importanti provvedimenti normativi emanati dal CLNAI sono il decreto del 9 agosto 1944 "mwxgin difesa degli stabilimenti e delle fabbriche" e i decreti di istituzione delle Corti d'Assise e delle Commissioni di giustizia, emessi alla Liberazione (25 aprile) per consentire di irrogare sanzioni agli autori dei delitti fascisti in un clima, per quanto possibile, di legalità e non di giustizia sommaria.cite-ref-4[4]

L'accordo e il riconoscimento alleato

Fra il novembre e il dicembre 1944, una delegazione del CLNAI composta dal presidente e da rappresentanti del Partito liberale, comunista e d'azione, si recò a Roma per trattare l'esplicito riconoscimento del comitato da parte del comando alleato e del governo italiano. Il riconoscimento avrebbe anche ufficializzato la cooperazione militare fra il movimento partigiano e l'esercito anglo-americano. Interesse degli americani era quello di sincerarsi della possibilità del Comitato di mantenere l'ordine nel periodo che sarebbe intercorso dalla fuga delle truppe tedesche e l'arrivo di quelle alleate. D'altro canto il comando del CLNAI aveva interesse in questo riconoscimento al fine di ottenere il riconoscimento del movimento partigiano come una forza combattente regolare, assimilabile all'esercito italiano e vederlo ufficialmente parte delle forze alleate, sebbene questo ultimo riconoscimento mai avvenne veramentecite-ref-b-5-0[5].

Il 7 dicembre 1944, il Comandante Supremo delle Forze Alleate nel teatro del Mediterraneo, Feldmaresciallo mwagHenry Maitland Wilson, dispose nei mwawProtocolli di Roma, con i 4 delegati del CLNAI «mwbaLonghi», «mwbqMaurizio», «mwbgSogno» e «mwbwMare» e il comandante in capo AAI Gen. mwcaRaffaele Cadorna, il tentativo esplicito di limitare le aspirazioni rivoluzionarie del CLNAI. In questo accordo si attribuiva al Comitato la responsabilità di riunire tutti gli elementi di resistenza antifascista, di salvaguardare le risorse economiche del territorio contro sabotaggi e depredazioni del nemico, si disponeva che il comando militare fosse in capo ad un ufficiale gradito agli alleati, si richiedeva che quando il nemico si fosse ritirato il CLNAI mantenesse l'ordine, salvaguardasse le risorse economiche e cedesse al governo militare alleato tutti i poteri precedentemente assunti con il passaggio di tutti i componenti operativi al comando alleato. Infine l'accordo predisponeva una somma economica non eccedente 169 milioni di lire per far fronte alle spese del CLNAI, così divisi Liguria 20, Piemonte 60, Lombardia 25, Emilia 20, Veneto 35cite-ref-6[6]. Questo accordo venne definito dall'esecutivo del Partito socialista del CLNAI, un accordo capestro, in quanto poneva ogni iniziativa del CLNAI e gli stessi sviluppi politici della Resistenza sotto il controllo del comando alleato, sottostando di fatto alla rigida osservanza delle mwdqclausole armistiziali sottoscritte dal governo regio, però come testimoniato da Cadorna: "a Roma non vi era altra alternativa e fu giuocoforza firmare"cite-ref-7[7].

Circa un mese dopo, nel corso di una seduta del CLNAI, mwewSandro Pertini avrebbe duramente criticato l’accordo firmato con gli alleati affermando che il Partito socialista, che non aveva partecipato alla missione a Roma, lo considerava “di asservimento del CLNAI alla politica britannica. Scopo evidente della politica inglese - prosegue Pertini – è quello di legare al proprio carro i movimenti di liberazione (vedi Grecia, Belgio, ecc.). Ciò è perfettamente riuscito nel caso del movimento italiano con la firma del documento in questione, il cui prezzo sono i 160 milioni concessi, come il famoso piatto di lenticchie, al CLNAI”.cite-ref-8[8] Nella stessa seduta i rappresentanti del Partito socialista, Pertini e Marzola, protestarono per la visita fatta da Edgardo Sogno ad Umberto di Savoia, nel corso della missione a Roma, che aveva dato modo “alla propaganda internazionale di trarne motivo per una errata interpretazione”cite-ref-9[9].

Il CLNAI nascondeva una spaccatura sul piano sostanziale, riguardo agli scopi finali della lotta. Ciò venne ampiamente espresso dal dibattito che i varî partiti che lo componevano fecero sin dal novembre 1944. L'organo di comando era diviso fra "chi vedeva una opportunità di rivoluzione democratica e chi si preparava alla ricostruzione del vecchio stato autoritario", con il Partito d'Azione che spingeva per una rivoluzione sociale da abbinare alla guerra di liberazione popolare. Furono le forze che vedevano nella "temporanea conservazione delle vecchie strutture, che avrebbe permesso al paese di esprimere legalmente il proprio parere" quelle a prevalerecite-ref-10[10], anche perché il comando alleato pose molta attenzione affinché ciò non potesse in nessun modo avvenirecite-ref-b-5-1[5].

Nonostante l'accordo firmato, politicamente vincolante, gli Alleati non furono tranquilli e, dopo l'insurrezione dell'EAM ad Atene del dicembre 1944, temettero un simile sviluppo della situazione politica nell'Italia Settentrionale, tanto che arrivarono a "scoraggiare l'indiscriminata espansione dell'armamento dei partigiani"cite-ref-11[11]cite-ref-12[12].

Fu di pochi giorni seguente all'accordo fra gli alleati e il CLNAI, il comunicato bipartito nel quale il 26 dicembre mwlw1944 il governo di Roma, guidato da mwmaIvanoe Bonomi, riconobbe ufficialmente il Comitato di Liberazione Nazionale Alta Italia, delegando a rappresentarlo e legando lo stesso al governo monarchico italianocite-ref-a-1-3[1]. Si trattò della fondazione di un supporto giuridico e politico legittimatorio, delle azioni politiche, amministrative e militari del CLNAI, utilizzato nei mesi successivi come matrice legislativa dell'operato del Comitato.

Il CLNAI approvò poi il 17 gennaio 1945 una deliberazione dove confermava il proprio orientamento generale, "le proprie soluzioni pratiche e le proprie designazioni alle cariche pubbliche [volte alla ] instaurazione di una sana e solida democrazia"cite-ref-13[13].

25 aprile

Alle 8 del mattino del 25 aprile 1945, via radio, il CLNAI da Milano (presieduto da mwqgAlfredo Pizzoni, mwqwLuigi Longo, mwraEmilio Sereni, mwrqSandro Pertini e mwrgLeo Valiani e presenti il presidente designato mwrwRodolfo Morandi, mwsaGiustino Arpesani per il Partito Liberale e mwsqAchille Marazza per la Democrazia Cristiana), proclamò l'insurrezione generale in tutti i territori ancora occupati dai mwsgnazifascisti, indicando a tutte le mwswforze partigiane attive nel mwtaNord Italia facenti parte del mwtqCorpo Volontari della Libertà di attaccare i presidi fascisti e tedeschi imponendo la resa prima dell'arrivo delle truppe alleate, come pre-annunciato nell'Ultimatum del 19 aprile 1945; Il proclama fu diffuso via radio da Sandro Pertini e si concluse con le parole: “Cittadini, lavoratori! Sciopero generale contro l’occupazione tedesca, contro la guerra fascista, per la salvezza delle nostre terre, delle nostre case, delle nostre officine. Come a Genova e a Torino, ponete i tedeschi di fronte al dilemma: arrendersi o perire.”

Parallelamente il CLNAI emanò dei decreti legislativi per assumere il poterecite-ref-14[14] «in nome del popolo italiano e quale delegato del Governo Italiano», stabilendo tra le altre cose la condanna a morte per tutti i gerarchi fascisticite-ref-15[15], incluso mwvwBenito Mussolini, che sarebbe stato raggiunto e fucilato tre giorni dopo.

Dopo la liberazione

In seguito al 25 aprile e alla Liberazione di Milano il CLNAI, nelle sue veci di governo straordinario del nord Italia, invia a tutti i comandi di zona l'ordine dell'insurrezione generale (con il telegramma "Aldo dice 26 per uno")cite-ref-16[16], emana (26 aprile 1945) il decreto con cui si annuncia la continuazione della lotta a fianco degli mwxgalleati e notifica l'ingiunzione ai mwxwnazifascisti di consegnare le armi e arrendersi.cite-ref-17[17] Il presidente del CLNAI alla Liberazione non era più Alfredo Pizzoni, sostituito il 29 marzo da mwzaRodolfo Morandi; i responsabili erano invece mwzqLuigi Longo ed mwzgEmilio Sereni per i comunisti, mwzwFerruccio Parri e mw0aLeo Valiani per gli azionisti (PdA), mw0qAugusto De Gasperi e mw0gAchille Marazza per i democristiani, mw0wRodolfo Morandi e mw1aSandro Pertini per i socialisti e, infine, mw1qGiustino Arpesani e Filippo Jacini per i liberali.cite-ref-dizionario-3-2[3]

Il 29 aprile mw3a1945 il CLNAI, tramite un comunicato, dichiarò che la mw3qfucilazione di Mussolini e complici, era stata ordinata dal CLNAI stesso ed era la conclusione di una lotta insurrezionale che segnava per la Patria la premessa della rinascita e della ricostruzione.

Nell'immediato dopoguerra, il CLNAI è responsabile dell'organizzazione della ripresa della vita civile e produttiva nell'intero Nord Italia, promuove e controlla l'Epurazione, la nomina dei vari commissari e l'attività di assistenza. Si fa portatore della richiesta di formazione di un governo che sia un'espressione dei Comitati di liberazione e che garantisca un radicale rinnovamento della direzione politica del Paese. Internamente, si dota di un'adeguata struttura per far fronte ai nuovi compiti amministrativi ed economici: il 18 maggio mw3w1945 crea la Commissione Organizzatrice con i seguenti uffici: Epurazione, Avocazione profitti di regime, Commissari, Sindacale, Assistenza e il 18 settembre mw4a1945 della Commissione finanziaria di controllo per la revisione della contabilità.cite-ref-18[18]

Nel febbraio mw5g1946 il CLNAI venne assorbito dal CLN centrale; il 21 giugno dello stesso anno, l'intera organizzazione venne sciolta con l'accordo di tutti i partiti politici aderenti.cite-ref-dizionario-3-3[3]

Presidenza

1. (07.02.mw7g1944-27.04.mw7w1945) mw8aAlfredo Pizzoni
2. (27.04.mw8g1945-??.02.mw8w1946) mw9aRodolfo Morandi

Note

cite-note-a-11. mwaqeCharles Delzell, mwaqiI nemici di Mussolini: Storia della Resistenza armata al regime fascista.
cite-note-insmli-22. mwaqymwaqcmwaqgIstituto nazionale per la storia del movimento di liberazione in Italia, su mwaqkbeniculturali.ilc.cnr.it:8080 mwaqo(archiviato dall'mwaqsurl originale il 17 luglio 2019).
cite-note-dizionario-33. mwarumwaryCollotti, Sandri e Sessi,mwarc pp. 187-189.
cite-note-44. mwarsmwarwCatalano,mwar0 p. 404.
cite-note-b-55. Franco Catalano, mwasmLa missione del CLNAI al sud.
cite-note-66. Testo completo: 1°) Il Comandante supremo alleato desidera che la più completa cooperazione militare sia stabilita e mantenuta fra gli elementi che svolgono attività nel movimento della Resistenza; il CLNAI stabilirà e manterrà tale cooperazione in modo da riunire tutti gli elementi che svolgono attività nel movimento della Resistenza sia che essi appartengano ai partiti antifascisti del CLNAI o ad altre organizzazioni antifasciste. 2°) Durante il periodo di occupazione nemica il Comando Generale dei Volontari della Libertà (che è il comando militare del CLNAI) eseguirà, per conto del CLNAI, tutte le istruzioni date dal Comandante in Capo AAI il quale agisce in nome del Comandante Supremo Alleato. Il Comando Supremo Alleato desidera, in linea generale, che particolare cura sia dedicata alle misure atte a salvaguardare le risorse economiche del territorio contro gli incendi, le demolizioni e consimili depredazioni del nemico. 3°) Il Capo militare del Comando generale dei Volontari della Libertà (e cioè il Comando militare del CLNAI) deve essere un ufficiale accetto al Comandante in capo AAI, il quale agisce per conto del Comandante supremo Alleato; 4°) Quando il nemico si ritirerà dal territorio da esso occupato il CLNAI farà il massimo sforzo per mantenere la legge e l'ordine e per continuare a salvaguardare le risorse economiche del Paese in attesa che venga istituito un Governo militare Alleato. Subito all'atto della creazione del Governo militare Alleato il CLNAI riconoscerà il Governo militare alleato e farà cessione a tale Governo di ogni autorità e di tutti i poteri di governo e di amministrazione precedentemente assunti. Con la ritirata del nemico tutti i componenti del Comando generale dei Volontari della Libertà nel territorio liberato passeranno alle dipendenze dirette del Comandante in capo AAI, che agisce per conto del Comandante supremo Alleato ed eseguiranno qualsiasi ordine dato da lui o dal Governo militare alleato in suo nome, compresi gli ordini di scioglimento e di consegna delle armi quando ciò venisse richiesto. 5°) Durante il periodo di occupazione nemica dell'Alta Italia verrà data al CLNAI insieme a tutte le altre organizzazioni antifasciste, la massima assistenza per far fronte alle necessità dei loro membri che sono impegnati nel contrastare il nemico in territorio occupato; una assegnazione mensile non eccedente 169 milioni di lire verrà consentita per conto del Comandante supremo Alleato per far fronte alle spese del CLNAI e di tutte le altre organizzazioni antifasciste. Sotto il generale controllo del Comandante in capo AAI, il quale agisce in nome e per conto del Comandante supremo Alleato, tale somma sarà attribuita alle zone sottoindicate, nelle proporzioni sottoindicate per sostenere tutte le organizzazioni antifasciste in tali zone. Liguria 20, Piemonte 60, Lombardia 25, Emilia 20, Veneto 35. La somma complessiva e le singole ripartizioni saranno soggette a variazioni secondo le esigenze della situazione militare: la cifra massima sarà ridotta proporzionalmente man mano che le provincie saranno liberate. 6°) Missioni alleate addette al CLNAI al Comando generale dei VdL o a qualsiasi dei loro componenti saranno da loro consultate in tutte le questioni riguardanti la resistenza armata, le misure anti-incendi e il mantenimento dell'ordine. Gli ordini emanati dal Comandante in Capo AAI, in nome del Comandante supremo Alleato e trasmessi per il tramite delle competenti missioni, saranno eseguiti dal CLNAI, dal Comando generale dei VdL e dai loro componenti. 7 dicembre 1944 f.to- Il Comandante supremo Alleato del Teatro di operazioni mediterraneo. Maitland Wilson, generale; per il CLN per l'Italia Settentrionale f.to. Pietro Longhi, «Maurizio», «Mare», E. Sogno. Pietro Longhi (Alfredo Pizzoni), «Maurizio» (Ferruccio Parri), «Mare» (Gian Carlo Pajetta), il comandante in capo AAI (Gen. Raffaele Cadorna).
cite-note-77. mwasoRaffaele Cadorna, mwassLa riscossa: La testimonianza del generale dei partigiani con documenti inediti, Bietti, 1976.
cite-note-88. mwas8Marcello Flores, mwataLa Resistenza italiana. Storia, memoria, storiografia, goWare, 2018, p.mwate 796, mwatiISBNmwatm 8867979566.
cite-note-99. mwatgPietro Secchia, mwatkIl Partito Comunista Italiano e La Guerra Di Liberazione 1943-1945, Milano, Feltrinelli, 1975.
cite-note-1010. Elena Savino, mwat0La diaspora azionista. Dalla Resistenza alla nascita del Partito radicale, p. 29
cite-note-1111. Report on anti-scorch in Northern Italy 1944-45 della N. 1 Special Force britannica
cite-note-1212. mwauqCecilia Winterhalter, mwauuRaccontare e Inventare: Storia, memoria e trasmissione storica della Resistenza armata in Italia, Peter, 2009, mwauyISBNmwauc 3034300913.
cite-note-1313. Delibera del CLNAI del 17 gennaio 1945
cite-note-1414. Sono tre decreti fondamentali che ne suggellano l'opera legislativa, già attiva a partire dal 1944: mwau8Tutti i poteri al CLNAI; mwavaDecreto per l'amministrazione della giustizia; mwaveDella socializzazione.
cite-note-1515. mwavumwavymwavcFondazione ISEC - cronologia dell'insurrezione a Milano - 25 aprile, su mwavgassociazioni.milano.it. mwavkURL consultato il 25 aprile 2020 mwavo(archiviato dall'mwavsurl originale il 27 maggio 2011).
cite-note-1616. mwav8mwawaesto del telegramma diffuso dal Clnai indicante il giorno mwawe[26mwawi] e l'ora mwawm[1 di nottemwawq] in cui dare inizio all'insurrezione, ed. mwawuonline a cura di Bianchi e Falco.
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Bibliografia

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